C’ERA UNA VOLTA UN TRAM ANTICO

C’era una volta un tram antico. Parti’ da Napoli e arrivò a Milano una sera di fine gennaio e per fare prima si prese un passaggio su un alta velocità. Che cosa buffa un Tram che viaggia dentro un treno, sono l’uno l’opposto dell’altro e in comune hanno solo il fatto che senza rotaie si sentono persi, hanno bisogno di una linea guida perché sono tutto fourché autonomi. I Tram camminano lenti, sono il più grande controsenso milanese e secondo me non è un caso che mio nipote a dicembre nella sua letterina di Natale ne abbia chiesto uno. Doveva essere rigorosamente antico per poter ripercorrere le stradine della città del Duomo e farlo sempre con calma perché almeno quando si gioca e ci si diverte dovremmo consentirci di considerare il tempo come un concetto relativo e marginale. Corriamo sempre a destra e sinistra, prendiamo una metropolitana che viaggia ad alte velocità, io stessa come mezzo di trasporto non l’ho mai realmente preso in considerazione. Eppure lui lo ama, fa uscire la mamma e il papà ogni settimana per fare un giro, conosce tutte le fermate a memoria e lo desiderava a tal punto da scomodare Babbo Natale.

La zia ha indossato il cappello rosso e ha iniziato la caccia: negozi di giocattoli di tutta Napoli girati al tappeto, Amazon e siti internet visti e rivisti ma questo mezzo di trasporto sembra non esistere in versione piccola, a misura di un bambino che in un vita precedente sicuramente sarà stato un capo stazione o un capotreno . A malincuore rinuncio alla caccia e mi si stringe il cuore la sera della vigilia dove lui aspetta pacco dopo pacco un Tram antico che però non c’è. Rovista in quel sacco come una caccia al tesoro e in quel momento non so se ci è rimasto più male lui o la zia bambina di fronte che non è riuscita ad accontentarlo.

Vorrei dire al mio cucciolo che sono molto lenti, ci mettono più del solito a percorrere il loro tragitto ma poi spuntano su quelle rotaie tanto odiate dai motociclisti,ti fanno salire a bordo e puoi sederti perfino uno di fronte l’altro mica come gli autobus che sono un po’ scostumati costringendoti a dare le spalle. Sono eleganti e raffinati e fanno un rumore di ferro vecchio che ricorda un misto tra vintage e rètro.

Il mio Tram arriva da Lisbona, perché proprio quando abbiamo alzato bandiera una collega l’ha trovato in un negozio durante le vacanze ed ora è sulla mia scrivania in attesa di essere consegnato nelle mani del destinatario. Fare felici in un colpo solo zia e nipote non è cosa da poco eppure ce l’abbiamo fatta. La settimana prossima il freccia rossa farà da slitta: andiamo ad esaudire un desiderio di un bambino di 8 anni, un viaggio a Milano con una motivazione cosi nobile ancora non mi era capitato.

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