SOLO CHI HA IL CORAGGIO DI RIDERE È PADRONE DEL SUO MONDO

Noi ci barcameniamo, nonna se la ride.

Mi piace immaginarla seduta sulla sua sedia di vimini sul terrazzo del paradiso mentre ci guarda dall’alto con il suo binocolo e ogni tanto se la ride mentre ci destreggiamo su questa terra in una barca che qualche volta veleggia sicura e altre volte sembra alla deriva. Mia nonna la barca l’ha portata sempre in porto quando c’erano tempeste, ha guidato con coscienza e prudenza quando c’era da stare attenti e si è concessa qualche accelerata a vele spiegate non appena il mare tornava calmo. Sono passati 7 anni da quando se n’è andata, a soli 99 anni e il progetto di una grande festa per i 100 che secondo me poi ha fatto comunque lassù brindando alla salute nostra e sopratutto alla sua. Mia nonna era l’emblema della vitalità, insegnava in una scuola chiamata vita come si affronta questa esistenza, con pochi rimpianti e un’esplosione di energia, con una propensione a godere di quello che si ha e una damigiana di pazienza per quello che invece ci sfugge. Non credo di aver mai conosciuto una persona che ha amato cosi tanto se stessa come lei, con un pizzico di sano egoismo a volte necessario per sopravvivere alle delusioni e agli ostacoli che incontriamo lungo il nostro cammino. Si voleva bene mentre ha cresciuto due figli maschi e fatto da moglie a un generale di cui per forza di cose non ricordo granchè, si voleva bene nelle estati a Seiano dove circondata dai nipoti cucinava per un esercito e ci vedeva crescere regalandoci sempre sorrisi, si voleva bene mentre girava tra i teatri di Napoli ed usciva con le amiche a prendere un gelato al Gambrinus. Lei era una persona solare, una persona che sapeva vivere, una persona felice. L’ho ammirata sempre per il suo modo di fare, per la sua autonomia e indipendenza ,per la sua quiete e la sua tranquillità, lei che era forte come una roccia e pacata come pochi, con un’apertura mentale inimmaginabile per una persona della sua età. Me la ricordo cosi e ogni volta che mi viene in mente penso che dovrei essere un po’ più Nonna Albina e un po’ meno Gaia, più incline a vivere che a sopravvivere. E’ un buon esercizio, da provare e riprovare mentre tu giustamente te la ridi perché solo chi ha il coraggio di ridere è padrone del suo mondo e tu eri padrona del tuo.
Un bacio
 

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