LA FINTA SOLITUDINE DEL BINARIO UNICO

La notizia purtroppo la conosciamo tutti, ha i connotati di una vera tragedia e non mi vengono altre parole in mente pensando ai 27 morti e più di 50 feriti nello scontro frontale tra i due treni che viaggiavano su quel binario unico ma in direzioni opposte. Non ho potuto fare a meno di pensare a tutte le volte che sul treno ci sono salita io, su quel frecciarossa tanto odiato che ha cambiato la mia vita. Invece la vita di quelle povere persone è stata addirittura spazzata via in un amen, appena 3 minuti dopo che il capostazione aveva alzato la paletta verde ossia il segnale “via libera”, avanti verso la catastrofe. 

Non c’è una prossima fermata su quel treno verso Andria ma il capolinea più triste di tutti, quello che non ti consente una seconda chance. Prendi il treno una mattina per fare un percorso vicino bari,17 chilometri appena separano Andria e Corato nei quali a stento sfogli il giornale, ti siedi in uno dei primi vagoni, viene il controllore a timbrare e convalidare l’ultimo viaggio della tua esistenza e non fai neanche in tempo a renderti conto che dall’altra parte sta arrivando a tutta velocità un mezzo di locomozione che in un modo o nell’altro ti segnerà per sempre. Ai sopravvissuti non basterà una vita per dimenticare quello che è successo ieri e quello che ci auguriamo tutti è che a dimenticare non siano i piani alti di questa Italia sempre più divisa in due. Non è questo il momento di pensare alle differenze con il nord ma a prescindere da chi e come ha sbagliato, dall’errore umano eventualmente commesso, quello che lascia sempre più perplessi è che in quelle zone, tra la Puglia e la Calabria esistano ancora binari unici e soprattutto che ancora oggi la sicurezza del viaggio dipenda da un fonogramma e da una paletta verde con un cerchio bianco al centro, esattamente come cinquanta anni fa. Renzi dice : occorre “ fare chiarezza” ma chissà cosa c’è di poco chiaro nel fatto che mentre stanno potenziando l’alta velocità un po’ ovunque tra l’Emilia e Val di Susa, in Italia ci siano ancora zone dove il trasporto ferroviario è carente, inadeguato ed evidentemente poco sicuro.

 Su un solo binario passa un solo treno ed è palese che in quel frangente uno dei due convogli era di troppo: probabilmente la procura scoprirà quale e perché ma se le istituzioni non si sbrigano ad adottare misure di regolamentazione del traffico all’avanguardia prima e soprattutto ad implementare il sistema ferroviario del sud poi, questo disastro ferroviario resterà impunito; perché su una cosa siamo tutti d’accordo, l’omicidio colposo plurimo non ha il nome di un solo imputato che sia esso il macchinista, il capotreno, il capostazione di Andria e Corato o quel binario in solitudine che tutto era fuorché solo ma ad essere sotto imputazione deve essere un paese intero, un’ Italia che dorme e che consente ancora queste catastrofi.
 

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