MR 94 MILIONI DI EURO È UMANO ( oltre ad essere un gran figo) 

La scena dell’infortunio di Ronaldo durante la finale dell’europeo l’abbiamo vista tutti e almeno la metà di noi dopo quel fallaccio neanche sanzionato ha iniziato a tifare portogallo. L’altra metà probabilmente era già dalla parte portoghese, complice una sana antipatia verso i francesi un po’ presuntuosi e spocchiosi, soprattutto perchè super favoriti a casa propria. E’ dispiaciuto a tutti gli sportivi veri vedere un campione uscire dal campo in barella nel giorno della storia e della partita più importante, specialmente se quell’entrata dura sul ginocchio del campione vista a rallentatore non sembra molto l’emblema dell’involontarietà. Lo definiscono antipatico, vanitoso e superbo e probabilmente lo è ma CR7 con quelle lacrime agli occhi ha mostrato al mondo di essere un ragazzo di trenta anni che di diverso da un suo coetaneo ha”solo ” una disponibilità economica smisurata, dimostrando al mondo di essere un professionista, una persona che ha la fortuna di amare il suo lavoro, perché per noi il calcio è un gioco o dovrebbe esserlo ma per loro, questi miliardari da copertina che in garage hanno una macchina per ogni occasione, il pallone è un lavoro a tutti gli effetti. Allora diciamocela tutta a quanto pare, Mr 94 milioni di euro cash con datore di lavoro Real Madrid , è uno molto dedito alla sua attività e almeno questo riconosciamoglielo, oltre a tormentarlo di continuo con una competizione tutta mediatica con l’altro fenomeno di turno Lionel Messi e ad attribuirgli storie d’amore inventate e discutibili gusti sessuali. Ragazzi se è gay pazienza ce ne faremo una ragione; certo bello è bello, però più di essere invidiosi di un ipotetico compagno e del fatto che non abbia un pelo neanche a pagarlo non possiamo fare.

Il pianto di Cristiano dopo l’infortunio che paradossalmente ha dato il la per spedire i francesi a casa, magari su quell’autobus con su scritto Campioni D’Europa preparato un po’ troppo in anticipo, è solo l’ultimo di una lunga serie. Oltre ad essere stato l’europeo dei tabù sfatati, del tabellone poco equilibrato, tra un balletto islandese, un rigore finito sui social per gli sfottò e aree di rigore diventate all’occorrenza campi di pallavolo, non mi ricordo di competizioni dove si è pianto tanto. Dovremmo dire a questi ometti di smetterla di frignare come signorine perché si piange per motivi più seri ma non mi sento di condannare lacrime che hanno un non so che di umanità e di spontaneità, come se dietro ad un calcio ad un pallone con tanto di ingaggio milionario ci fosse anche altro. Penso a Buffon che a quaranta anni suonati si è girato dall’altra parte per non guardare il finto cucchiaio di pellè o la danza sul posto di Zaza, per poi sciogliersi in un pianto azzurro dopo aver accarezzato un sogno. Si è pianto per un forte attaccamento alla maglia, per la delusione delle aspettative, perché il tifoso che ha speso migliaia di euro per esserci e si è dipinto la faccia con i colori della sua nazione ci aveva creduto, perché ti chiami Inghilterra e nel giorno del brexit per non essere da meno decidi di uscire dalla competizione un tantino in anticipo o perché sei il Belgio e potevi e dovevi arrivare in finale. Insomma le lacrime si sono sprecate, a torto o ragione fa lo stesso ma nel complesso si può dire sia stato un europeo divertente, con qualche effetto sorpresa e una finale da film, commedia o dramma dipende dai punti di vista. C’est la vie Mesdames et Messieurs.

 

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