CIAK SI GIRA 

Facciamo un esperimento, proviamo a mettere in una stanza un napoletano e un milanese e vediamo cosa ne viene fuori. Se son rose fioriranno dice il proverbio, anche se dubito che la coppia sia a prova di spine. Pasquale Esposito lo chiamiamo uno dei due, quale lo lascio immaginare a voi, l’altro è anonimo, ci tiene alla sua privacy, è una persona riservata. Il primo arriva sul due ruote a motore, lo parcheggia alla men peggio ad incastro tra le varie motociclette e la prima cosa che fa quando si siede è chiedere un caffè, nonostante il possibile ritardo. L’altro il caffè lo ha già bevuto, è arrivato in bicicletta, ha posato il caschetto vicino l’attaccapanni e mentre aspetta ha controllato l’agenda già 10 volte, telefonato 11 volte e stilato il business plan della sua prossima vita. Il napoletano probabilmente ancora non sa gli appuntamenti della giornata, ma ciò non vuol dire sia meno sveglio e attivo del milanese. Li facciamo chiacchierare e diventare amici, si sfottono sulla fede calcistica, sul clima e i mezzi pubblici, sulle loro abitudini. Uno tifa Napoli, canticchia “un giorno all’improvviso” con orgoglio e gongola per essere arrivato davanti al milanese in campionato. L’altro si esalta parlando del suo metrò che spacca il secondo e gongola a sua volta perché in questo sa di essere anni luce avanti rispetto al meridionale.
Arriva l’ora del pranzo: Pasquale ha nella borsa un bel panino con la frittata mentre l’altro ha la schiscetta con se, divisa per scomparti con riso, verdure e frutta. Capisci molto dalle persone anche da quello che mangiano e da come lo mangiano, però vi assicuro che anche l’organizzazione del milanese tentenna quando guarda il napoletano perché infondo infondo addenterebbe volentieri il panino anche lui, anche se è meno salutare.
Si è fatta ora di salutarsi, il milanese deve scappare, non importa dove ma deve andare via con una certa fretta, avrà altri mille impegni prima di tornarsene a casa. Con Pasquale invece abbiamo il problema opposto, perché a suon di chiacchiere si è scoperto che ha un cugino che a sua volta ha una cugina che ha una zia che è una mia parente lontana.
Morale della favoletta? Sono diversi ma possono coesistere se vogliono, almeno nel breve periodo. Uno è più caloroso, se gli dai la mano si prende tutto il braccio e hai la sensazione dopo poche ore di conoscerlo già da una vita, con l’altro fai più fatica perché è più freddo e scostante ma se ti metti di impegno, il ghiaccio piano piano riesci a scioglierlo. A fine incontro abbiamo saputo anche che si chiama Ambrogio, ha una moglie di origine meridionale e un bebè in arrivo. Più di cosi mi sembra davvero troppo.
 
 

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